La Terra chiamòInsieme per il clima

5 dicembre 2026 · Piazza del Popolo, Roma

«Non abbiamo il lusso del tempo, ma abbiamo le conoscenze, le capacità e le soluzioni per cambiare rotta.»Johan Rockström
5 dicembre 2026 · Piazza del Popolo, Roma

Ascoltare. Unirsi. Rispondere.

Una piazza. Una voce. Una Terra.

Sabato 5 dicembre Roma risponde alla chiamata. Una grande manifestazione popolare, aperta a tutte e tutti, per rimettere la crisi climatica in cima all'agenda.

10.000persone attese in piazza
20 milionipersone raggiunte tra tv, social e mediastima
9organizzazioni promotrici
Diretta tvsu un canale nazionale
Rispondi alla chiamataIl programma
Il manifesto

La Terra chiama, e noi scegliamo di rispondere.

L'estate 2026 è stata una chiamata per tutte e tutti. La crisi climatica è entrata nelle nostre case, che ce ne occupassimo o no.

Non colpisce tutte e tutti allo stesso modo: pesa di più su chi ha meno strumenti per difendersi e ha fatto meno per causarla. Ed è una crisi che ha cause precise: un'economia ancora fondata sui combustibili fossili e le scelte di aziende e governi che continuano a rinviare il cambiamento.

Andiamo in piazza per parlare della sicurezza delle persone dagli eventi meteorologici estremi, di soluzioni e di speranza. E con una direzione chiara: uscire dalle fonti fossili prima possibile, senza lasciare indietro nessuno.

È una piazza costruita da una rete di organizzazioni e da migliaia di persone che scelgono di aderire, partecipare e sostenerla.

Perché adesso

I dati non fanno paura: fanno decidere.

Ecco che cosa ci ha detto l'estate più calda della storia europea.

19.038

morti per il caldo in Italia nell'estate 2024: primi in Europa per decessi stimati, ma monitoriamo solo un quarto della popolazione

Uno studio di Janoš e colleghi su Nature Medicine, che stima la mortalità da caldo in 654 regioni di 32 Paesi europei, mette l'Italia al primo posto in ciascuna delle estati dal 2022 al 2024: 18.801, 13.790 e 19.038 decessi. Il caldo colpisce più duramente gli anziani, chi vive in quartieri con poco verde e chi si trova in condizioni socioeconomiche più fragili.

Le grandi città sono in cima alla classifica: Milano prima (2.467 decessi stimati, 1.627 attribuibili al cambiamento climatico), Roma terza (2.253 e 1.558), Napoli quinta (1.845 e 1.416), Torino ottava (720 e 421).

Fonti: Janoš et al., Nature Medicine; elaborazione ECCO, OnData, WWF e Greenpeace

½ milione

di ettari bruciati dagli incendi

Più del doppio della media. Poi siccità, alluvioni, cali di produttività nei campi e nelle fabbriche.

Fonte: EFFIS – European Forest Fire Information System

28,6 °C

il Mediterraneo non è mai stato così caldo

Il 14 agosto 2026 la temperatura media della superficie ha toccato il record. Un mare più caldo soffoca Posidonia, gorgonie e pesci, e cede più energia all'atmosfera provocando eventi meteo estremi.

Fonti: Copernicus Marine Service; Fondazione Marevivo, lettera aperta del 28 agosto 2026

3 miliardi

di euro di danni all'agricoltura italiana nell'estate 2026

Caldo, siccità, grandine e incendi. E il conto arriva in tavola: il grano duro della pasta perde il 9% di resa, il riso il 10%.

Fonti: Coldiretti, agosto 2026; Confagricoltura, stime sull'estate 2026

Eppure

La crisi climatica è sparita dal dibattito. Noi la riportiamo in piazza.

È stata scalzata da altre paure, e fra i leader politici quasi nessuno ne parla. Ma le risposte esistono, funzionano e creano lavoro. Il problema è che andiamo troppo piano.

41%

della domanda elettrica italiana coperta da fonti rinnovabili nel 2025

Ma è ancora troppo poco. Il 25 maggio 2025 sole, vento e acqua hanno coperto il 77% dei consumi del Paese per un'intera giornata: la strada c'è, va percorsa ogni giorno.

Fonte: Terna, via QualEnergia

44 TWh

di elettricità prodotta dal fotovoltaico in Italia nel 2025, record storico

Più 25% in un anno. Ma cresciamo troppo lentamente: nel 2025 sono stati installati circa 7 gigawatt di nuova potenza rinnovabile, mentre per centrare l'obiettivo del 2030 ne servirebbero in media più di 10 ogni anno. Di questo passo arriveremo con quasi sei anni di ritardo.

Fonti: Terna, via QualEnergia; Legambiente, Italia Rinnovabile 2026

3,3 milioni

di green jobs in Italia nel 2024

Il 13,8% di chi lavora, il 4,3% in più in un anno. E più di un'impresa su tre ha investito nella green economy. La transizione crea già lavoro, e può crearne molto di più.

Fonte: Fondazione Symbola e Unioncamere, GreenItaly 2025

Le richieste

Quattro richieste al Governo e alle forze politiche italiane.

  1. (1)
    Il clima in cima all'agenda politica.La crisi climatica è una questione di sicurezza del Paese: deve tornare al centro delle scelte del Governo e del dibattito politico.
  2. (2)
    Mitigazione subito.Abbandonare i combustibili fossili, accelerare sulle rinnovabili e tagliare le emissioni, senza altri indugi.
  3. (3)
    Adattamento subito.Proteggere i territori, il mare e le persone più esposte.
  4. (4)
    Chi inquina paga.Le aziende fossili devono fare la loro parte: tassarne i profitti per finanziare la transizione e l'adattamento.

Le richieste confluiranno in un breve manifesto condiviso dai promotori.

Perché il 5 dicembre

Un giorno che parla già di noi.

FAO · ONU

Giornata mondiale del suolo

Consumo di suolo, dissesto idrogeologico, alluvioni, agricoltura e cibo. Il suolo è il ponte fra clima e territori, il cuore dell'adattamento.

ONU

Giornata internazionale del volontariato

Chi spala il fango dopo un'alluvione, chi spegne gli incendi, chi assiste le persone anziane nelle ondate di calore. Chi difende le foreste, chi cura gli animali che non hanno più una casa. In piazza volontarie e volontari salgono sul palco e accolgono le persone.

Sul palco

La Terra chiamò. Loro rispondono.

Prima le persone, poi le sigle: sul palco salgono le voci dell'estate 2026, chi la studia e chi la sta già cambiando. Interventi brevi, nessun leader di partito sul palco, artiste e artisti lungo tutto il programma.

Scienziate e scienziati del climaDati, previsioni e buone notizie, raccontati in modo chiaro.
Agricoltrici e agricoltoriChi lavora la terra e quest'estate ha visto il raccolto bruciare.
Lavoratrici, lavoratori e personale sanitarioChi ha vissuto e curato gli effetti del caldo estremo.
Sindache, sindaci e amministratoriChi l'adattamento lo sta già facendo nei territori.
Volontarie e volontariChi spala il fango, spegne gli incendi, assiste le persone anziane, difende le foreste e gli animali.
Attiviste e attivistiChi costruisce ogni giorno la mobilitazione per il clima e per la giustizia climatica.
GiovaniScuole, università, movimenti: la generazione che erediterà la Terra.
Imprese delle soluzioniEnergia rinnovabile, economia circolare, innovazione.
Artiste e artistiMusica, poesia, letteratura, arti visive.

Nomi in via di definizione.

Come partecipare

Vieni in piazza.

  1. Si apre la piazzaAccoglienza di volontarie e volontari, area famiglie, laboratori sul suolo.
  2. La chiamataLe testimonianze dell'estate: chi coltiva la terra, chi lavora sotto il sole, chi cura, chi amministra un comune, chi fa volontariato.
  3. Scienza e soluzioniDati, buone pratiche, buone notizie.
  4. Giovani, attivismo e territoriChi la mobilitazione la costruisce ogni giorno e chi l'adattamento lo sta già facendo.
  5. Al tramonto, la rispostaMusica e un momento collettivo di risposta alla chiamata.
  6. Le richiesteLettura delle richieste e chiusura.
QuandoSabato 5 dicembre 2026, dalle 12:30 al tramonto.
DovePiazza del Popolo, Roma. Metro A Flaminio.
Per tutte e tuttiArea famiglie e percorsi accessibili per passeggini e carrozzine.
Cosa portareAbiti caldi e voglia di esserci: la piazza è all'aperto, a dicembre.

Programma in via di definizione da parte del comitato promotore, con orari da adattare alla diretta.

Il palco

La Terra, al centro della piazza.

Concept stage. Visualizzazione generata con AI, a scopo illustrativo.
Chi costruisce la piazza

Nove organizzazioni, una sola chiamata.

PromotoriCostruiscono e sostengono politicamente e culturalmente la mobilitazione. Stanno nel racconto.
SostenitoriPersone, associazioni, cooperative, organizzazioni, imprese ed enti territoriali che contribuiscono alla realizzazione. Stanno nel riconoscimento.
Comitato organizzatoreLavora ogni giorno sull'evento, dalla produzione alla comunicazione.
Sostenitori

Sostenuti anche da

Visibilità

Una piazza che si vede in tutta Italia.

Diretta televisiva su un canale nazionale, media partner e i canali di nove organizzazioni con un calendario unico. E una campagna che vive sui social, in città e in piazza: bandiere, affissioni, t-shirt, shopper, badge.

Manifesto La Terra chiamò in città
T-shirt gialla La Terra chiamò
Shopper gialla La Terra chiamò
Sticker La Terra chiamò

Materiali della campagna: proposta di Postilla, immagini illustrative.

Il percorsoLancio il 23 ottobre · adesioni fino a fine novembre · countdown · la giornata · consegna delle richieste al Governo e alle forze politiche.
Fai sapere che hai rispostoChi aderisce riceve la propria card da condividere. #laterrachiamo #noiabbiamorisposto
Questa piazza la costruiamo insieme

Aderire è gratuito. Sostenere è una scelta in più.

La Terra chiamò è una manifestazione autofinanziata: i costi della piazza li sosteniamo insieme, promotori, associazioni, cittadine, cittadini e imprese che scelgono di esserci.

Chi contribuisce non compra uno spazio pubblicitario: costruisce una piazza. E noi troviamo il modo giusto per ringraziarlo e per dirlo.

Che cosa rende possibile il contributo
Palco e produzioneSicurezzaMaterialiDiffusioneAccessibilitàServizi per la piazza

Possono sostenere la piazza solo realtà coerenti con la transizione ecologica. Raccontiamo di persona come partecipare.

Lascia la tua scia

Rispondi alla chiamata.

Diteci che ci siete e come volete esserci: come cittadine e cittadini, come volontarie e volontari, come organizzazione o come sostenitori.